Articolo pubblicato il:
30/07/2014
I cristiani di al-Hasakeh, nel nord-est della
Siria, "sono in fuga poiché temono la minaccia degli estremisti
islamici". E' questa la testimonianza di Jamil Diarbakerli, presidente
dell'Organizzazione assira democratica in Siria, che ha sede a Istanbul, in
Turchia. In un'intervista ad Aki-Adnkronos International, Diarbakerli spiega
che "l'incubo di quanto accaduto a Mosul", dove i miliziani dello
Stato islamico in Iraq e nel Levante (Isil) hanno annunciato il 'califfato',
"incombe sulla popolazione cristiana di al-Hasakeh".
"I cristiani se ne sono andati in massa
lasciando le loro case e le loro terre, che furono il nucleo centrale da cui si
sviluppò la città di al-Hasakeh", denuncia l'attivista, che critica
"il silenzio internazionale e arabo" rispetto al proliferare dei
gruppi estremisti nella regione.
Diarbakerli ricorda i recenti "tentativi
da parte dell'Isil di prendere il controllo della città, che è un modello di
convivenza tra le sue varie componenti" e condanna "i crimini
commessi a Mosul" dai suoi miliziani. Domenica l'Isil ha preso il
controllo di una posizione dell'esercito regolare siriano nella città di
al-Hasakeh.
L'attivista ha quindi lanciato un appello
"alla comunità internazionale e a tutti i Paesi del mondo, chiedendo che
si assumano le loro responsabilità umane, giuridiche, storiche e morali in
questo difficile momento per i popoli della regione e per quello cristiano in
particolare, che fa fronte agli atti criminali dell'Isil e degli altri gruppi
estremisti". "Chi tace o distoglie lo sguardo da questi crimini -
conclude - ne è complice e responsabile".